Carcinoma Renale

Il tumore del rene rappresenta il 4% di tutti i tumori, con una incidenza sensibilmente più alta negli uomini rispetto alle donne e crescente con l’aumentare dell’età. Nella maggioranza dei casi (83% del totale) si tratta di tumori a carico del parenchima renale mentre meno frequenti sono i tumori ad insorgenza dalla pelvi e dalle vie urinarie. In Italia la frequenza con cui ci si ammala di un tumore a carico del parenchima renale o delle vie urinarie è, in media, pari a 25 nuovi casi tra gli uomini e 14 tra le donne ogni 100.000 abitanti all’anno. La sopravvivenza a cinque anni, per i casi diagnosticati più recentemente, è intorno al 69% per gli uomini e 73% per le donne ed aumenta man mano che i pazienti si allontanano dal momento della diagnosi.
Il principale fattore di rischio è rappresentato dal tabacco sia per i tumori del parenchima renale che per quelli della pelvi e delle vie urinarie. L’obesità, l’ipertensione arteriosa e la malattia cistica renale, condizione relativamente comune nei soggetti dializzati, sono tra i fattori che aumentano il rischio di sviluppare una neoplasia renale. Il tumore del rene si manifesta anche in alcune sindromi genetiche come la sindrome di Von Hippel Lindau nella quale il rischio di sviluppare un tumore a cellule chiare aumenta con l’età fino a raggiungere il 70% a 60 anni.
Il carcinoma renale si presenta confinato al rene nel 55% dei casi, localmente avanzato nel 19% dei casi e con metastasi sincrone nel 25-30% dei casi. Il 30% dei pazienti sottoposti a chirurgia radicale per neoplasia localizzata, svilupperà metastasi metacrone nel corso della vita. Siti frequenti di metastatizzazione sono il parenchima polmonare (50-60%), le ossa (30-40%) ed il fegato (30-40%). Oggi, il 60% delle neoplasie renali sono diagnosticate casualmente mentre meno frequente è la comparsa di sintomi quali, ematuria, dolore lombare o massa palpabile in corrispondenza della loggia renale. Ad oggi, non esistono marcatori tumorali per la diagnosi che è principalmente basata sulla diagnostica per immagini, come l’ecografia o la tomografia computerizzata (TC). Quest’ultima ha dimostrato una elevata sensibilità, anche per i tumori di piccole dimensioni, permettendo oltre alla pianificazione preoperatoria anche la stadiazione a distanza.
Il carcinoma renale può presentare istologie diverse, le più comuni sono: carcinoma renale a cellule chiare (70-80%), carcinoma renale papillare (10-15%), carcinoma cromofobo (5%). La prognosi dei pazienti affetti da carcinoma renale è influenzata dalle caratteristiche anatomiche, istologiche, cliniche e molecolari della neoplasia. I criteri prognostici più frequentemente utilizzati nella pratica clinica (MSKCC e IMDC) consentono, sulla base di caratteristiche cliniche e di laboratorio ,di dividere i pazienti in fase metastatica in tre gruppi: buona, intermedia e cattiva prognosi, con sopravvivenze mediane a 2 anni rispettivamente del 75%, 53% e 7%.
Nella malattia localizzata, l’approccio chirurgico rappresenta il trattamento curativo, mentre la malattia avanzata viene trattata con terapia medica sistemica. Per i soggetti non sottoposti a precedente nefrectomia che esordiscono con malattia metastatica e suscettibili di trattamento chirurgico, la nefrectomia citoriduttiva è raccomandata prima del successivo trattamento medico. Attualmente, la terapia medica sistemica prevede la disponibilità di diversi farmaci a bersaglio molecolare che hanno modificato radicalmente la prognosi dei pazienti affetti da carcinoma renale metastatico.

Referenze
Linee Guida AIOM Tumore del Rene Edizione 2015

Carcinoma Renale avanzato / metastatico

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Carcinoma Renale avanzato / metastatico.

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