Guardiamo da vicino le caratteristiche dei
biosimilari

Cos’è un biosimilare?

Un prodotto biosimilare è un prodotto biologico che viene approvato solo se ne viene dimostrata l’elevata somiglianza ad un prodotto biologico approvato, definito prodotto di riferimento, e non presenta alcuna differenza clinicamente significativa in termini di qualità, sicurezza ed efficacia rispetto al prodotto di riferimento.


Qual è la differenza tra farmaci biosimilari e farmaci generici?

Mentre è possibile sintetizzare chimicamente versioni generiche identiche delle piccole molecole, non è possibile creare versioni identiche dei farmaci biologici di riferimento a causa della loro complessità. Per questo motivo, i processi utilizzati per sviluppare i farmaci generici non possono essere applicati allo sviluppo dei farmaci biosimilari.

 

 

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Scopriamo come avviene lo sviluppo dei biosimilari

Un processo rigoroso

Il processo di sviluppo dei farmaci biosimilari include rigorosi studi analitici volti a dimostrare la completa conoscenza della similarità del biosimilare rispetto al prodotto di riferimento. La similarità viene stabilita inoltre mediante valutazioni della tossicità e studi clinici. In definitiva, l’obiettivo è dimostrare l’assenza di differenze clinicamente significative tra il prodotto di riferimento e il farmaco biosimilare sulla base dei risultati ottenuti da tutti questi studi.

Lo sviluppo dei biosimilari richiede un sostanziale investimento in termini di tempo e di denaro

Lo sviluppo dei farmaci biosimilari inizia con un sostanziale investimento nelle infrastrutture specializzate, nelle competenze e nelle tecnologie necessarie per creare il prodotto, verificarne la biosimilarità e mantenere una produzione di qualità.

 

 

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Parliamo di un nuovo percorso di approvazione

Valutazione dell’evidenza da parte dell’Agenzia europea del farmaco (EMA)

Il percorso normativo dei farmaci biosimilari è costituito da un processo esclusivo e rigoroso.
È progettato per assicurare lo sviluppo e l’approvazione di farmaci biosimilari di alta qualità. I farmaci biosimilari approvati non presentano differenze clinicamente significative in termini di sicurezza, efficacia o qualità rispetto al relativo prodotto di riferimento, sulla base delle evidenze complessive ottenute da studi analitici, non clinici, farmacocinetici e clinici.


Lo sviluppo dei farmaci biosimilari ha lo scopo di stabilire la similarità rispetto al prodotto di riferimento in termini di qualità, profilo rischio/beneficio ed efficacia mediante un approccio graduale composto da studi di comparabilità analitici, non clinici e clinici. In alcuni casi, possono essere giustificati ulteriori studi clinici comparativi per garantire l’assenza di differenze clinicamente significative tra i prodotti.

 

 

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Parliamo di estrapolazione

Estrapolazione di dati clinici per più indicazioni dei biosimilari

Per estrapolazione si intende un principio scientifico e normativo facente riferimento all’approvazione di un biosimilare da utilizzare per un’indicazione prevista per il prodotto di riferimento, ma non direttamente studiato nell’ambito di una sperimentazione clinica comparativa con un biosimilare. L’estrapolazione dei dati relativi ad efficacia e sicurezza da un’indicazione ad un’altra può essere presa in considerazione qualora la biosimilarità con il prodotto di riferimento sia stata dimostrata mediante un esaustivo programma di comparabilità riguardante la sicurezza, l’efficacia e l’immunogenicità di un’indicazione chiave in grado di rilevare potenziali differenze clinicamente significative, e in presenza di una sufficiente giustificazione scientifica per l’estrapolazione. L’estrapolazione dei dati è un comprovato principio scientifico e normativo che viene adottato da diversi anni.

La determinazione e la conferma della biosimilarità, insieme alla giustificazione scientifica specifica del prodotto, sono essenziali per l’estrapolazione di indicazioni per i biosimilari

La totalità delle evidenze che dimostrano la biosimilarità e la giustificazione scientifica è un
elemento fondamentale per l’approvazione normativa dell’estrapolazione. Mentre gli studi clinici rivestono un ruolo di supporto, gli studi analitici rappresentano uno strumento fondamentale per stabilire la biosimilarità e, a questo riguardo, risultano tipicamente più sensibili rispetto agli endpoint clinici tradizionali.
Negli ultimi 20 anni, alcuni studi analitici hanno mostrato una sensibilità 10 milioni di volte superiore. Di conseguenza, è ora possibile determinare con elevata sensibilità molte componenti e funzioni strutturali importanti anche per gli anticorpi monoclonali, e stabilire il rapporto struttura-funzione. Oltre ai dati ottenuti dalla totalità delle evidenze, a sostegno dell’estrapolazione viene utilizzata anche l’esperienza con il prodotto biologico di riferimento.

Approccio basato sulla totalità delle evidenze per determinare la biosimilarità

L’estrapolazione richiede una giustificazione scientifica

Gli aspetti da considerare per l’estrapolazione possono includere il meccanismo d’azione in ogni condizione, la PK, la biodistribuzione, le tossicità previste e qualsiasi altro fattore (tra cui le comorbilità). Pertanto, l’estrapolazione non è automatica e viene presa in considerazione solo dopo avere determinato la biosimilarità sulla base della totalità delle evidenze.

Perché si esegue l’estrapolazione?

L’estrapolazione è fondamentale per lo sviluppo dei farmaci biosimilari. Oltre a semplificare il processo di approvazione, l’estrapolazione consente di evitare studi inutili ai fini dell’approvazione regolatoria e permette di allocare le risorse in settori in cui tali studi potrebbero essere più preziosi. L’estrapolazione può inoltre ridurre i costi di sviluppo, aumentando potenzialmente l’accessibilità a farmaci preziosi da parte dei pazienti.

 

 

 

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Considerazioni normative

Denominazione dei biosimilari

I biosimilari e i prodotti di riferimento hanno la stessa denominazione comune. È quindi necessario differenziarli gli uni dagli altri. Pfizer ritiene che sia fondamentale che il paziente riceva il farmaco indicato dal medico. In assenza di INN (International Non-proprietary Name [Denominazioni comuni internazionali]) riconoscibili per tutti i farmaci biologici o biosimilari, i medici che prescrivono farmaci biologici o biosimilari devono utilizzare i rispettivi nomi commerciali. Ciò è necessario perché, a differenza dei farmaci generici a piccole molecole, i biosimilari non sono completamente identici ai prodotti di riferimento. La capacità di distinguere i prodotti biologici è fondamentale al fine di garantire un’adeguata farmacovigilanza.

Approccio dell’EMA all’etichettatura dei biosimilari

Le etichette dei biosimilari riportano dati e informazioni importanti provenienti dall’etichetta del prodotto di riferimento, con adeguate modifiche specifiche del prodotto. Generalmente non vengono menzionati gli studi clinici a confronto diretto eventualmente condotti sui biosimilari.

 

 

 

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Scopriamo la produzione dei biosimilari

Lo sviluppo di un farmaco biosimilare richiede notevoli competenze volte a garantire l’elevata somiglianza al prodotto biologico di riferimento, senza differenze clinicamente significative in termini di profilo di sicurezza, efficacia o potenza. Ciò significa identificare e confrontare in maniera approfondita le proprietà strutturali e funzionali del biosimilare mediante tecnologie all’avanguardia. Nel caso dei biosimilari, la caratterizzazione comparativa strutturale e funzionale fornirà il maggiore contributo alla prevedibilità clinica.

Video sulla produzione dei biosimilari

 

 

 

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